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domenica 22 aprile 2018

"Io, Lauro e le rose" di Mario Artiaco: NARRATIVA GAY OGGI





TITOLO: Io, Lauro E Le Rose

AUTORE: Mario Artiaco

EDITORE: Self Publishing

GENERE: Drammatico, Lgbt

PREZZO: 3,99 euro ( versione Kindle) ; 15,60 euro ( versione cartacea)

PAGINE: 336

Acquistabile su Amazon.it

Scomparve dietro un’anonima porta, tra l’indifferenza di un mondo che non sapeva riconoscere in lui un grande uomo.

Diego, Lauro e Raffaele sono amici fin dall’infanzia. Amici da quando, assieme, poco più che bambini, si sono recati al porto di Meta di Sorrento e hanno sottratto una barca a remi sperando di raggiungere Città del Messico giusto in tempo per assistere ai Mondiali.
Un viaggio pianificato nei minimi dettagli attraverso lo stretto di Gibilterra, passando poi per l’Oceano Atlantico e il Mare del Nord e, giusto per non perdere di vista la costa, circumnavigando la Groenlandia e il Nord America.
Giungono, come prevedibile, solo fino Castellammare di Stabia, dove vengono bloccati dalla guardia costiera.
Nondimeno, si imprime nelle menti dei protagonisti come un’avventura straordinaria.
È il tempo dei giochi, le prime cotte, le partite e le scommesse calcistiche, il fragrante profumo del pane e dei dolci, la spensieratezza, la fantasia e i sogni inarrivabili.

La felicità è uno splendido uomo senza età, goffo, instabile, dolce e cocciuto, incapace di comprendere tutto e bene e fino in fondo, che corre impazzito sulla banchina del porto di Meta di Sorrento, con le braccia levate al cielo, con uno zainetto in spalla e un berretto giallo e blu ben calzato in testa, pronto a salpare per coronare il suo sogno!

Tuttavia “Io, Lauro e Le Rose” è prima di tutto un dramma dove nulla è come appare, nemmeno la felicità e l'innocenza della giovinezza.
Quando viene improvvisamente fuori l’omosessualità di Raffaele, i tre si allontanano per ricontrarsi dopo vent’anni. Cambiati, ma non troppo.
Le strade di Diego e Raffaele, si incrociano nuovamente, quasi per caso. Quest’ultimo convive con Luigi, un compagno geloso ma che gli vuole bene.
È, paradossalmente, un’occasione fortuita che ha dato possibilità a questo romanzo di esistere, ma, soprattutto, ad un’amicizia di riscattarsi.

Ci ritrovammo seduti su una panchina di una terrazza di fronte al mare. Faceva freddo.
Rispettavamo quel maestoso silenzio che il vento trascinava dalla battigia sin dentro le nostre narici.
Fissammo entrambi il punto dove tutto ebbe inizio. Non facemmo a tempo a guardarci in faccia che scoppiammo a ridere.
“Come va la tua vita?”


La serenità del ritrovamento, viene ben presto sostituita dalla consapevolezza, per Raffaele, di essere malato di un tumore difficile da curare. Il tempo stringe ed è impietoso. L’unico modo per recuperare appieno un rapporto, è liberarsi dei macigni custoditi nel cuore.
Di fronte all’illusorio idillio dell’infanzia felice, di fronte ai bei ricordi, prende posto pian piano una verità fatta di genitori assenti o carnefici, di omofobia ed esclusione, di pedofilia, schiavitù e torture.
Mario Artiaco ritrae inesorabilmente un mondo in cui i buoni e gli ingenui vengono asserviti e umiliati: attraverso una storia vera che, raccontata in modo esplicito e senza schermi, lascia trasparire un chiaro messaggio di denuncia, l'obiettivo è quello di aprire gli occhi e le menti.
Perché l’autore non possiede solo il coraggio di denunciare, ma anche l’incredibile lucidità di rielaborare gli avvenimenti e disporli sulla carta secondo un disegno ben preciso. Di mettere mano al caos e trarne, come per incanto, due fasci di rose rosse, dei quali solo il primo verrà deposto su una tomba vuota.

Siamo, come ventitré anni fa circa, io, Lauro e le rose.
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mercoledì 18 aprile 2018

"La vita è un sogno", la nuova imperdibile antologia Lgbt





Giona e Moreno, amici d’infanzia, si ritrovano dopo lunghi anni: una notte trascorsa sul ponte di un vecchio peschereccio ormeggiato in mezzo al mare, li indurrà ad una sofferta, ma risoluta, dichiarazione d’amore.
Anche se la vita e le avversità li porteranno su strade diverse, il destino ha sempre in serbo delle sorprese nei momenti più impensati.

E poi ancora, una relazione intensa e tormentata ricostruita attraverso una scatola di ricordi, un giovane hikikomori che si riavvicina alla vita con l’aiuto di un avvenente prostituto, il bullismo e l’omofobia all’interno di una sperduta scuola di campagna, la tragica storia di “Gigino Wifi”, la difficoltà di uscire allo scoperto…

Attraverso storie, stili e visioni differenti, dieci autori incrociano i loro cammini, raffigurando il mondo Lgbt sotto molteplici angolazioni. L’amore, la passione, il dolore, ma sopratutto la speranza.
Perché in fondo... la vita è un sogno.


L'antologia è già disponibile, sia in formato cartaceo che digitale, su Amazon.it .

Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività del circolo culturale HARVEY MILK Milano . e, in particolare, del progetto "Sportello (Ti) Ascolto", un centro di ascolto totalmente gratuito gestito da volontari che si rivolge a chiunque avverta il desiderio di esplorare e comprendere alcuni aspetti legati alle proprie esperienze, alle proprie relazioni e al proprio mondo interiore.

Tra gli autori troviamo Lisa Arsani , Sammy Brighton , Gaby Crumb , Livin Derevel , Damiano Dario Ghiglino , Lily Carpenetti , Francesco Sansone , Flavio Mazzini ,
Alessandro Dainotti , Mario Artiaco .

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martedì 17 aprile 2018

Intervista a Valerio Pino in occasione dell'uscita de ‘L'amore in camerino’




Valerio Pino e il suo nuovo libro "L'amore in camerino"


Quando il ballerino Valerio Pino ritorna in Italia per lavorare nuovamente nel programma televisivo che lo ha fatto conoscere al grande pubblico, non ha la minima idea che vivrà una delle più grandi storie d'amore della sua vita.
Non appena incontra il collega americano Markus tra i due nasce un sentimento impetuoso fatto di passione e chimica impossibile da ignorare: tra intriganti incontri dietro le quinte e l'inizio di una vera e propria convivenza, i due danzatori vivono un amore intenso e travolgente, che per cinque mesi li terrà legati in un rapporto unico e totalizzante.
Scopri la verità e i retroscena più intimi di una storia ricca di erotismo, romanticismo e sentimenti; entra nel mondo di Valerio e Markus, dal loro primo sguardo al triste epilogo del loro amore!



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È questa la presentazione de "L'amore in camerino", il libro d'esordio del ballerino Valerio Pino. Un romanzo che svela i retroscena di un amore nato ai margini dei salotti televisivi sette anni fa.
Il volume, totalmente autoprodotto, è già acquistabile sia in formato cartaceo che digitale su Amazon.it

Per l'occasione, ho fatto qualche domanda all'autore:


Di cosa parla "L'amore in camerino"? É un romanzo autobiografico?

Assolutamente sì, è un romanzo autobiografico, nei primi capitoli raccontato in prima persona, ma poi ad un certo punto succede qualcosa di inaspettato che porta l'autore a spiegare il perché continuare a scrivere questa storia in terza persona. Una storia carnale, ritratta nei minimi particolari, arrivando fino in fondo e condividendo tutto con il lettore. L'amore in camerino racconta la passione che nasce tra due ballerini, Valerio e Markus, vissuta tra fine 2009 ed inizi 2010 a Roma.

Sei innanzitutto un ballerino. L'idea di diventare scrittore è nata recentemente o è maturata negli anni?

Ero un ballerino quando mi chiamavo Valerio Pino e quando lavoravo come professionista. Valerio aprì anche una scuola di danza in Calabria 7 anni fa, sarà soltanto lì che continuerò a resuscitarlo, ma è da diversi mesi che ho cambiato nome vita e professione oggi mi chiamo oniPo irelaV e sono un autore di racconti erotici gay. Racconterò le storie d'amore più importanti di quel defunto ballerino Valerio Pino.

Il romanzo racconta vicende risalenti a 7 anni fa. Come mai hai deciso di parlarne solo dopo tanto tempo?

Avevo troppa paura che con gli anni avrei scordato qualche pezzo di quel vissuto! Sarebbe stato molto triste per me... Raccontare per non dimenticare. inizia così la lettura De "L'Amore in camerino".

Come definiresti la tua opera? La classificheresti maggiormente come romanzo sentimentale o erotico?

La categoria a cui appartiene il libro è erotico gay, ma può essere classificato anche come romanzo rosa.

Per il momento cosa hai potuto trarre da questa esperienza? Hai intenzioni di continuare a scrivere? Progetti futuri?

Si certo, questa prima esperienza come autore mi ha stupito molto, mi ha regalato delle forti emozioni che non avrei mai immaginato di provare scrivendo un capitolo dietro l'altro di questo primo libro.
Proprio oggi la mia mente era posseduta da pensieri e ricordi di un'altra storia d'amore di Valerio, mi sono ritrovato senza rendermi conto che ho già iniziato a scrivere in testa l'inizio del mio secondo libro. Mi sono frenato subito perché adesso è giusto che io mi goda questo momento... vorrei lasciare la porta di quel camerino ancora socchiusa per un bel po' di tempo.

Hai deciso di farti degli scatti abbastanza provocanti per promuovere il tuo libro. Da dove è nata questa strategia tanto audace e perché?

Perché durante la morte (metaforica) di Valerio Pino ho sofferto parecchio e sono stato malissimo, arrivando ad uno stato fisico anche detoriorato da tutto il dolore accumulato. Allora la rinascita di oniPo irelaV, come ogni nascita che si rispetti, avviene senza vestiti! Adesso sto bene, mi sento come nuovo e sarebbe un vero peccato non esternare questa felicità. Non ho mai usato strategie nella mia vita, io agisco solo d'istinto ascoltando il mio cuore.

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venerdì 30 marzo 2018

Lea, ragazza italiana transessuale sequestrata dalla polizia a Istanbul





É stata la testata giornalistica Fanpage a riportare per prima la notizia.

Lea si era recata a Instanbul assieme al compagno Sergio per sottoporsi ad un intervento in una clinica della città.
Dopo i primi controlli all'aeroporto turco, scattano i problemi. Lea infatti nel documento risulta ancora un uomo, nonostante l'apparenza femminile.
Accusata di averlo falsificato, viene rinchiusa in uno stanzino per ben sedici ore assieme al fidanzato. Sedici ore senza cibo, medicine, né possibilità di fare una telefonata.

Alla richiesta dei due di chiamare l'ambasciata italiana, i poliziotti rispondono con violenza, picchiandoli brutalmente. Il referto medico redatto posteriormente in Italia, rivelerà diversi traumi contusivi in diverse zone del corpo per entrambi.
Lea e Sergio, dopo il sequestro e le torture, sono stati imbarcati sul primo volo per Roma, dove hanno finalmente deciso di sporgere denuncia.

Intanto, dopo fatti como questo, molta gente si chiede se sia ancora plausibile l'entrata della Turchia nell'Unione Europea.

Ma ad oggi, Qual è la situazione LGBT in Turchia?
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mercoledì 28 marzo 2018

Life stories: Harry Evelio. Essere gay in... San Pedro Sula, Honduras



Tra prostituzione, sequestri e pandillas nella città più pericolosa al mondo


Harry Evelio

Mi chiamo Harry Evelio e sono nato nel febbrario 1989 a El Progreso, Honduras, ma ho sempre abitato a San Pedro Sula, trenta chilometri di distanza e circa mezzo milione di abitanti.
Ho vissuto la mia sessualità allo scoperto, per quel poco che ricordi. Ho partecipato ad almeno un gay pride, lo so perché mi è rimasta una foto. Solevo recarmi un un locale gay il fine settimana, di cui non rammento il nome, forse si chiamava Olimpos. Mi divertivo e arrotondavo con la prostituzione, concedendomi a uomini facoltosi.
I ricordi... parte della mia memoria è completamente cancellata e i fatti che sto per raccontare riveleranno perché.



Circa due anni fa ho cominciato a lavorare per il Colectivo Unidad Color Rosa, l'unica organizzazione che difende i diritti di gay e transessuali a San Pedro Sula.
Il mio ruolo era quello di incontrare la popolazione LGBT del luogo, anche casa per casa con visite domiciliari, per istruire e sensibilizzare sul sesso sicuro e informare sulle malattie sessualmente trasmissibili.

Mi muovevo solo o scortato da colleghi tra San Pedro Sula, El Progreso, Choloma e Villanueva. Nessun luogo è sicuro in Honduras. Cammini per strada e in pochi secondi secondi ti puoi trovare nel quartiere sbagliato al momento sbagliato.
Mi era capitato varie volte. Di imbattermi nei pandilleros. Quelli che non hanno nome. Bestie senza scrupoli che ti puntano la pistola in faccia, ti prendono a calci e ti torturano, solo perché senza saperlo sei entrato nel loro territorio.
Qui lo Stato non esiste, non ti può proteggere.

Ero disposto anche a questo per il mio lavoro, a tornare a casa con i graffi, i lividi e le ammaccature.
Finché non abbiamo incrociato quei dieci uomini.
Mi trovavo con sette colleghi nel quartiere Sunseri di San Pedro Sula, quando siamo stati accerchiati. Erano armati fino ai denti e facevano parte della Mara Salvatrucha o MS-13.
Era ed è ancora una delle bande più spietate non solo in Honduras, ma in tutto il Latinoamerica.

Ci hanno picchiati e legati. Ci hanno portati in una casa, dove ci hanno buttati sul pavimento come sacchi di rifiuti senza smettere mai di insultarci, di urlarci "froci" e "maricones". Poi ci hanno drogati. E da lì in poi, ognuno di noi è rimasto solo. Solo con il proprio dolore.

É qui che la mia memoria comincia a vacillare. Ho completamente perso il senso del tempo. Ora, grazie ad amici e conoscenti, so di essere scomparso per quattro giorni. Quattro giorni disteso sul pavimento senza mangiare, con i sensi assopiti e la testa svuotata da chissà quale droga, forse Burundanga. Ho perso gran parte dei miei ricordi. Ma rammento ancora le cose belle. Il mio nome, il mio lavoro, mia madre, i miei amici.
E le cose brutte.

Non so quante volte sia stato violentato. Troppe per contarle, se anche fossi stato in grado di contare. Questi pandilleros non hanno un'anima. Sono corpi. E anche io dovevo diventare tale.

Dopo quattro giorni semplicemente ci hanno rilasciati. Ma non eravamo liberi. Ormai gli appartenevamo, eravamo diventati una loro proprietà. Avremmo dovuto tramutarci in corrieri e distribuire la droga nei loro quartieri. Avevamo una settimana per decidere, altrimenti ci avrebbero ammazzati. Al sesto giorno, i miei genitori hanno speso tutti i loro risparmi per comprarmi un volo diretto in Spagna. E sono andato.

Madrid, la capitale.
Uscito dall'aeroporto, mi sono recato in centro e sono rimasto qualche giorno in un ostello a riordinare quei pochi pensieri che mi erano rimasti. Poi, grazie al CEAR (commissione spagnola di aiuto al rifugiato), sono entrato in comunità e ho fatto richiesta per la protezione internazionale.
Ora ho la speranza di un futuro e di poter ricostruire pezzo per pezzo la mia vita in questo nuovo paese.











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lunedì 19 marzo 2018

Vladimir Putin, oppressore e carnefice del popolo LGBT, rieletto presidente fino al 2024




La Russia è un posto nel quale è meglio restare nell'armadio. Altrimenti non c'è scampo. Lo dicono anche i politici. Altrimenti si finisce come Dmitry Chizhevsky, attivista del "LaSky LGBT center" di San Pietroburgo, che ha perso un occhio in seguito ad un attacco omofobico da parte di un gruppo di uomini in passamontagna.


Dmitry Chizhevsky


Oppure, si finisce come Vladislav Tornovoi, preso di mira da tre coetanei nel 2013 (sarcasticamente, proprio l'anno dell'introduzione della legge anti-propaganda gay), i quali si sono "divertiti" a torturarlo violentandolo con frammenti di vetro acuminati per poi, quando era a terra incapace di muoversi, spaccargli il cranio lanciandogli addosso un masso di venti chili. La vicenda, avvenuta a Volgograd, è stata poi censurata dalla stampa russa, di conseguenza ad oggi non sappiamo che fine abbiano fatto gli assassini, né quale sia stata effettivamente la loro pena.


Vladislav Tornovoi


Pene le quali, quando la condanna è garantita, vengono appositamente occultate dai media in quanto spropositatamente miti. Appena qualche anno prima (2009), nel famoso omicidio di Samara (sesta città del paese, situata a 1000 chilometri da Mosca), dove era stato assassinato un ragazzo di 22 anni che usciva da una serata in un locale gay, era sfuggita alla censura e si era fatta timidamente strada nel mondo la notizia di una condanna di soli 5 anni nei confronti dell'omicida.

Tuttavia, se i crimini a matrice omofobica nella Russia di Putin sono fuori controllo, ciò che sta accadendo in Cecenia, con la connivenza del resto del paese, è di gran lunga più spaventoso.
Ormai sono centinaia gli omicidi accertati, avvenuti anche (e perlopiù) per mano delle forze dell'ordine. Non ultimo, quello del celebre cantante Zelim Bakaev, la cui scomparsa dopo il rientro in Cecenia, sua terra natale, ha destato commozione e rabbia in tutto il mondo.


Zelim Bakaev


Ora che Vladimir Puntin è stato rieletto con una maggioranza schiacciante, le speranze e i sogni per il popolo LGBT in Russia appaiono ancor più come un miraggio lontano. Quante morti ci dovranno ancora essere? Quanti diritti umani negati?

La campagna elettorale dello "Zar", come è stato ormai definito dai media, si è basata principalmente sul generare diffidenza e sospetto verso il mondo Occidentale, con particolare riferimento all'omosessualità, alla guerra ucraina e a Sergei Skripal (la spia russa avvelenata in Gran Bretagna), facendo leva su ignoranza, pregiudizi e paura.

Secondo gli ultimi aggiornamenti alle indagini, persino il gas nervino che ha causato la morte di Skripal, sarebbe stato messo nella valigia della figlia Yulia prima della sua partenza da Mosca per andare a trovare il padre a Salisbury. (Fonte: Adnkronos)





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martedì 27 febbraio 2018

British Pub, l'unico locale gay a Marrakech





Una guida gay ufficiale di Marrakech purtroppo non esiste, in quanto l'omosessualità è totalmente illegale e dovrebbe venire teoricamente punita con una pena che va da 6 mesi a 3 anni di carcere e una multa da 120 a 1200 dirham (dai 12 - 120 euro circa).
Tuttavia, sebbene le pene siano così aspre, spesso le autorità chiudono un occhio. Dopotutto "anche in caso si abbia la sfortuna di essere perseguiti, basta corrompere i poliziotti con la modica (per chi può permetterselo) cifra di 400 dirham, circa 40 euro. In Marocco i soldi contano più delle leggi" rivela Hassan, proprietario del locale e gay dichiarato.
Per questo in luoghi altamente turistici come Marrakech, dove il denaro di chi viene d fuori è visto come una manna dal cielo, l'attività omosessuale è altamente tollerata, soprattutto nelle vesti della prostituzione e del sesso a pagamento.

Non è sicuramente questo il caso del British Pub, situato in Avenue Moulay El Hassan, a due passi dalla Medina. Tra concerti dal vivo, musica tipica, luci, colori sgargianti e prezzi un po' salati, troverete anche mentalità aperta e un ambiente gay giovane e "genuino", non adombrato dalla paura e dalla prostituzione.

Per prenotare un tavolo è possibile chiamare il numero 0669-364911 o attraverso la pagina Facebook ufficiale
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