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venerdì 16 febbraio 2018

"Così vicini" di Ella Blake: NARRATIVA GAY OGGI







TITOLO: Così Vicini

AUTORE: Ella Blake

EDITORE: Self Publishing

GENERE: Drammatico, erotico, Lgbt

PREZZO: 1,99 euro ( versione Kindle) ; 10,40 euro ( versione cartacea)

PAGINE: 306

Acquistabile su Amazon.it

"Ho passato metà della mia esistenza ad addormentarmi con l’immagine degli occhi di mia madre che lentamente si annebbiavano perdendo ogni barlume di vita, immerso nel nostro sangue sempre più freddo, in quell’odore rugginoso che mi fa rabbrividire ancora oggi."

Ric è un bambino vivace e intelligente, prende ottimi voti a scuola e possiede una sensibilità fuori dal comune. Se la deve vedere quotidianamente con un padre violento e una madre succube.
Il coraggio non gli manca di certo. Nondimeno ciò a cui una notte è costretto ad assistere, testimone impotente di qualcosa più grande di lui, lo divora dentro.

“Volevi uccidermi, puttana?” La spinge contro il muro con le mani inchiodate dietro la schiena. Lentamente solleva l’arma e gliela posa sul collo. “Sono stufo di voi, di avere ogni giorno le vostre facce davanti agli occhi.” La fa scorrere su e giù tagliando leggermente la pelle. “Merito molto di più.”

Quando, in un parossismo di follia, il padre taglia la gola alla madre sotto gli occhi figlioletto, Ric verrà adottato dalla famiglia di Mattia e Ramo, gli amici d'infanzia con i quali è cresciuto.

Il "miracolo" di Ella Blake termina a circa un terzo del volume, quando Riccardo estrae dalla tasca una bustina di plastica contenente della droga, la sventola davanti agli occhi dei compagni, la apre e lascia che il contenuto scivoli via nel vento primaverile. Quando Ramo lo guarda perplesso, risponde semplicemente: "È complicato."

Qui finisce quello che pareva essere un dramma colmo di sentimento e tensione emotiva e comincia un semplice racconto erotico, estremamente leggibile e godibile, soprattutto per gli appassionati, ma inconciliabile con il principio del romanzo. I due generi risultano distanti anni luce e fortemente discordanti: nemmeno lo stile semplice e fluido dell'autrice riesce a garantire una continuità, impossibile non notare il contrasto, l'improbabile disarmonia di infinite scene di sesso, ripetitive e morbosamente dettagliate, che a volte paiono addirittura dissacranti verso la profonda sofferenza del protagonista.

"Cazzo, la prossima volta voglio vedere mentre lo fai, anzi voglio vederti giocare con il mio King.”
Sorrido al pensiero del suo vibratore e una serie di pensieri perversi mi inonda la mente.


Esco ed entro un paio di volte e mi mordo una spalla per trattenere l’urlo che ho in gola mentre vengo nella sua bocca. Ramo deglutisce, ma quando si alza e mi bacia, insieme alla sua lingua e alla sua saliva, mi passa un po’ del mio seme.
“Lo senti il tuo sapore divino? Potrei vivere solo di questo.”


In definitiva, si tratta di due romanzi completamente differenti.
Il primo racconta in maniera cruda e realistica la travagliata storia di un bambino che si ritrova a dover far fronte alla violenza e agli abusi di un padre alcolista. L'eleganza e la bellezza della prosa non hanno nulla da invidiare allo stile semplice e delicato di Ammaniti in "Io non ho paura."
Il secondo, che vede il protagonista ormai adulto, è un racconto erotico come se ne leggono a migliaia, a tratti eccessivo e improbabile. Con l'aggiunta dell'elemento dell'incesto, giacché i due ragazzi, cresciuti assieme, sono "fratelli", seppure non di sangue.

Ciononostante, la Blake ha deciso di lasciare al lettore una sorpresa finale, proprio nelle ultime pagine.
Il padre di Riccardo, quindici anni dopo l'omicidio, in fin di vita ed estremamente pentito, chiederà di lui. Malato di osteosarcoma, in ospedale tra dolori atroci, confesserà di aver riflettuto a lungo e di aver compreso i propri, imperdonabili, errori.
Accetterà il protagonista di incontrarlo un'ultima volta? Quanto può contare un legame di sangue?

A questo punto, sia Riccardo che l'autrice stessa, si troveranno di fronte ad una scelta non facile, che li rivelerà entrambi.

Perché "Così Vicini" è già un capolavoro, non ci sarebbe nulla da aggiungere. Andrebbe solo tolto il superfluo.

Chi, anche per puro caso, dovesse trovarsi a leggere le prime parole, non sarebbe più in grado di tirarsi indietro, rapito dalla profonda essenzialità del linguaggio dell'autrice, dalle parole semplici ma suggestive.

In vendita sia in formato cartaceo che digitale su Amazon.it







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domenica 4 febbraio 2018

Pavel e Yevgeny: Il primo matrimonio gay in Russia





In Russia il matrimonio omosessuale costituisce reato, è risaputo. Pavel Stotsko e Yevgeny Voitsekhovsky hanno quindi deciso di recarsi in Danimarca con l'intento di sposarsi e consolidare il loro legame.
Sfruttando un cavillo legale, secondo cui la Russia sarebbe obbligata a riconoscere i matrimoni stipulati all'estero, riescono magicamente a farlo registrare ufficialmente anche nel loro paese. Ciononostante, da qui iniziano i problemi.

Il ministro dell'interno russo ha infatti prontamente annunciato che i passaporti dei due uomini saranno annullati e l'impiegato dell'ufficio registri che ha convalidato l'unione verrà licenziato.

Russian LGBT Network racconta che la coppia ha ricevuto svariate minacce, anche di morte, sia su Facebook che nei pressi della loro abitazione a Mosca.

D'altro canto, la polizia ha asserito che "non sarà in grado di garantire l'incolumità dei due", dichiarazione facilmente interpretabile come una minaccia velata.

Ad oggi, da svariati giorni, non si hanno più notizie ufficiali. La speranza è che siano riusciti a lasciare il paese e che siano al sicuro in Europa.

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sabato 27 gennaio 2018

Grandi aziende... Lgbt friendly





Sono passati oltre cinque anni da quando Guido Barilla nel 2013 dichiarò in un comunicato a nome dell’azienda omonima: “Non faremo pubblicità con omosessuali perché a noi piace la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca”.
In seguito a numerose proposte di boicottaggio da parte del mondo gay, ci furono le celebri scuse, tanto ufficiali quanto tardive.

Ora Barilla sarà addirittura la prima azienda italiana a sostenere gli “Lgbt Standards of Conduct for Business” dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, standard che si pongono appunto l’obiettivo di affrontare il tema della discriminazione LGBTI nel mondo del lavoro. Ad oggi sono 51 le grandi aziende internazionali (Google, Ikea, Microsoft, Vodafone, Johnson & Johnson e Wells Fargo tanto per citarne alcune) che aderiscono a questa proposta nata per fissare alcune regole di condotta a cui le aziende dovrebbero attenersi nei confronti di dipendenti, fornitori, clienti e distributori LGBTI.

Il documento mira a far rispettare i diritti delle comunità Lgbt nei luoghi dove le aziende operano, eliminando le discriminazioni nei riguardi dei lavoratori.
Si tratta un piccolo passo verso l'integrazione, anche da parte di un mondo freddo, distaccato e impersonale come quello dell'economia e del mercato.
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venerdì 26 gennaio 2018

Il discorso commovente dell'attore spagnolo Javier Calvo diventato virale





Javier Calvo è un attore spagnolo classe 1991 che tutti ricorderemo per aver interpretato Fer nella celebre serie Tv "Fisica o Quimica" e per essere incluso nel video "I 10 baci gay più belli di sempre".



Infatti oltre ad essere egli stesso omosessuale, anche in "Fisica o Quimica", la telenovela per ragazzi che l'ha reso famoso, interpreta un personaggio apertamente gay e con manifesti interessi sentimentali verso altri ragazzi all'interno dell'istituto scolastico Zurbarán, nel quale sono ambientate le vicende. Nel quinto episodio della terza stagione conoscerà David Ferrán (Adrián Rodríguez). Se ne innamorerà e, alla fine della terza stagione, si fidanzeranno ufficialmente.

Niente a che vedere con la vita reale, dove è fidanzato con il regista Javier Ambrossi. Proprio assieme a quest'ultimo, ha girato il film "La llamada" (= "La vocazione"), pellicola definita divertente e malinconica al tempo stesso, e che racconta con ironia la vita di due ragazze giovani e scapestrate, amanti della discoteca e del raggaeton, all'interno di un convento di suore.

Ed è proprio grazie alla regia impeccabile e originale, che Calvo riesce a vincere il PREMIO FEROZ 2018 ed, invitato sul palco per la premiazione, visibilmente emozionato, pronuncia un discorso che in questi giorni è diventato virale in tutto il mondo.



"Il film parla del bisogno di essere se stessi, di perseguire il proprio cammino senza farsi condizionare. Io sono gay. Ho un fidanzato che mi vuole bene, una famiglia che mi appoggia, e ora sono qui a riscuotere il mio premio. Se qualcuno, una persona, un adolescente, un ragazzo... in questo momento mi sta guardando e ha paura, si sente perduto, sente... di non essere amato... sappia che sarà amato, che prima o poi incontrerà il suo posto nel mondo, che la sua famiglia gli vorrà bene, che realizzerà i propri sogni, e noi continueremo a scrivere storie perché tu ti senta ispirato."

Il discorso si conclude con un debito ma commovente abbraccio con il fidanzato, rimasto al suo fianco per l'intera premiazione.


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domenica 21 gennaio 2018

Giovani, gay e… senzatetto





Senzatetto oppure “Homeless”: un termine che sta prendendo piede anche nella nostra lingua in sostituzione al termine spregiativo di “barbone”. Si parla di tutte quelle persone che troviamo sedute in un angolo di marciapiede delle grandi e piccole città e che portano con sé solo i ricordi della loro vita precedente e qualche oggetto personale, residuo di un passato che sembra lontano anni luce. Fino a poco tempo fa si pensava che chi finisse in strada incarnasse alcuni “standard” o cliché. Ciononostante l’involuzione sociale penetra nel disagio creando nuove realtà. Non deve stupirci che nei soli Stati Uniti siano presenti oltre 200mila homeless lgtb (2016) in gran parte ignorati dalla Chiesa Cattolica.

Carl Siciliano, fondatore della ONG Ali Forney Center di New York che offre servizi di emergenza per i senzatetto gay, lesbiche, bisessuali e transgender, dopo aver indirizzato nel 2012 una missiva all’arcivescovo Thimoty Dolan nella qualche chiedeva un aiuto per i suoi assistiti, ricevette come risposta che era necessario difendere in primis i valori della Chiesa.
L’emergenza dei giovani senzatetto lgbt è un fenomeno in continua evoluzione tanto che è nata una pagina Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/Homelessness_among_LGBT_youth_in_the_United_States ) che raccoglie dati su questa atroce discriminazione. Tuttavia ad ora non c’è nessun programma o legge federale che supporti i giovani omosessuali e transgender.



Ma tornando a quei 200mila, secondo i dati ufficiali i giovani Lgtb senzatetto sarebbero il 40% del totale, percentuale che si rispecchia anche in Europa. Nel Regno Unito (sempre dati del 2016) i ragazzi inglesi LGBT costretti a vivere per strada costituiscono ben il 24% dei giovani homeless. Alcuni subiscono violenze e percosse, altri vengono allontani nell’assurdo tentativo di “curarli” dall’omosessualità. Molti di loro hanno ammesso che, una volta in strada, hanno dovuto ricorrere alla prostituzione per sopravvivere.



Qual è la situazione in Italia? I primi dati sono arrivati da una ricerca del 2015 promossa dall’associazione “Avvocato di strada” di Bologna dove si cercava di capire l’entità di questo fenomeno che appare in sensibile aumento: giovani rifiutati dalla famiglia, ma anche gay e trans in fuga dai loro paesi di origine perché perseguitati dalla legge. Per far fronte a questa nuova emergenza sociale, comuni e associazioni stanno cercando di creare una rete di supporto: case di accoglienza, sportelli di ascolto e percorsi di integrazione che aiutino le persone LGBT che vivono in strada a rientrare nella società. A Roma è ormai operativo il “Refuge LGBT”, una casa accoglienza per giovani omosessuali tra i 18 e i 26 anni d'età che sono stati cacciati di casa di genitori: nato dalla collaborazione tra Gay Center e la Croce Rossa, offre assistenza gratuita, supporto legale e psicologico e mediazione familiare.
Tuttavia rimane ancora molto da fare: fino a che l’intolleranza e l’omofobia persisteranno, ci sarà sempre un giovane ragazzo gay seduto sul marciapiede a capo chino.

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venerdì 5 gennaio 2018

Intervista a Cristiano Pedrini in occasione dell'uscita de "L'ombra del principe"





Connor Riley è un giovane medico brillante.
Evan Russell appartiene a una delle più prestigiose famiglie inglesi.
Un futuro certo e appagante aspetta il primo, mentre al secondo è riservato un destino già segnato da una malattia che non lascia scampo.
Due mondi che stanno per fondersi quando Connor viene scelto per assistere Evan durante una cura sperimentale. La sua unica certezza è quella di non volersi separare in alcun modo da quell'arrogante e introverso ragazzo che ha abbandonato ogni suo sogno in attesa della propria fine.


È questa la trama de "L'ombra del principe" di Cristiano Pedrini, lo scrittore che negli ultimi quattro anni ha pubblicato una mole colossale di romanzi, tanto da non poter proprio passare inosservato nella piccola nicchia del panorama letterario contemporaneo Lgbt. Citando le sue parole: "Nel mese di agosto del 2014 ho iniziato quella esaltante e incredibile avventura che è la scrittura. Qualcosa che mi spinge a ritrovare me stesso, a fare i conti con ciò che sei ed a immaginarti un mondo diverso, forse migliore o forse peggiore, a seconda degli occhi di chi vede e legge ciò che esprimi."

Il volume "L'ombra del principe", edito da Triskell Edizioni, è già disponibile su Amazon.it e su tutti i maggiori online store.

Cristiano Pedrini

Per l'occasione, ho deciso di fare qualche domanda all'autore:

L'ombra del principe è il tuo primo romanzo edito da Triskell Edizioni, cosa ti aspetti da questa esperienza?

A dire la verità non saprei… certo si corre il rischio di far volare le proprie aspettative ma in fondo ciò che sei e che vuoi trasmettere con i tuoi romanzi rimane immutato sia che pubblichi in self o con una casa editrice.

Di cosa parla l'ombra del principe?

Questo romanzo si discosta dall’idea classica di romance. Come molti miei romanzi mi piace giocare a spaziare tra i generi ma stavolta il personaggio principale, il giovanissimo Evan decide di ribellarsi a se stesso e lo fa nel momento in cui qualcosa invade la sua quotidianità scandita dall’attesa dell’esito ferale della malattia che l’ha colpito. E questa ribellione lo vede riacquistare la forza di compiere quell’unico sogno che aveva abbandonato. Una forza che sa potrebbe essere a termine, come la sua vita.

Hai prodotto una discreta quantità di romanzi fino ad ora, qual è il tuo preferito? E quale è stato maggiormente ben accolto dai lettori?

Se parliamo di numero di copie vendute e di recensioni positive da parte di lettori e blog posso citarvi “Le regole di Hibiki” e “Madras”. Sulla tua prima domanda, beh posso dirti che un posto di riguardo va al mio primo romanzo “La teoria del pettirosso”. In questo romanzo c’è una parte del mio vissuto, forse l’averlo raccontato nel modo in cui tu hai descritto mi è risultato naturale ma soprattutto è il libro che mi ha permesso di vincere un blocco “da scrittore” che avevo da oltre vent’anni.

Vivere di scrittura è molto difficile, se non impossibile, in Italia. Per questo ormai la maggior parte della gente lo considera un hobby. Tu ti ritieni uno scrittore professionista, che lo fa di mestiere, oppure percepisci la tua attività come un semplice passatempo?

Io mi definisco autore part-time… Ho un lavoro che amo e che mi lascia ogni giorno a contatto con libri e lettori lavorando da oltre vent’anni in una biblioteca. Scrivere per me all’inizio era solo un piccolo rifugio e sono passati mesi prima di decidermi al solo pensare all’autopubblicazione.
Vivere nel mondo reale solo con le mie storie sarebbe ed è impossibile, fortunatamente posso permettermi di vivere con esse in quello dell’immaginazione e della fantasia.

Se dovessi consigliare a qualcuno che non ti conosce di leggere un tuo libro, da quale gli suggeriresti di iniziare?

Bella domanda… I miei romanzi trattano come colonna portante il rapporto affettivo tra persone dello stesso sesso ma contrariamente a molte altre opere io non tratto questi sentimenti come “il problema” a cui unire intolleranza e ipocrisia per sviluppare la storia. Per la mia visione l’amore e l’affetto che lega due ragazzi non è il solo nocciolo della storia. Ad esso si intrecciano alcuni filoni: lo storico, con “Madras”, il drammatico con “Klein Blue”, il giallo con la trilogia “Opportunity-Rhapsody-Infinity” e così via…
Quindi se un lettore vuole andare oltre e semplicemente leggere una storia libera da pregiudizi basati sull’orientamento sessuale sarà il benvenuto… a voi la scelta da dove iniziare questo viaggio!

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venerdì 1 dicembre 2017

Intervista a Runny Magma, lo scrittore LGBT "fantasma", in occasione dell'uscita di ‘Small Town Boys’





Un vecchio diario. Un ragazzo cocciuto. E un mistero da risolvere...
Niccolò sta vivendo l’estate fra la maturità e l’università. Ha una cotta per l’ex Professore di Filosofia, una zia single un po’ sfigata e le idee poco chiare sul suo futuro. Questa monotonia viene interrotta dalla scoperta di una tragedia avvenuta trent’anni addietro a un coetaneo dell’epoca, gettatosi sotto un treno per sfuggire al bullismo e all’omofobia. Niccolò si convince che non si sia trattato di suicidio ed è intenzionato a fare giustizia. Correrà il rischio di mettersi nei guai o quello di trovare la sua strada?


È questa la trama di "Small Town Boys", l'ultima fatica letteraria di Runny Magma, lo scrittore che NON ha intenzione (per il momento) di rivelare alcun indizio sulla sua persona se non che "alle giarrettiere preferisce le bretelle e adora azzannare liquirizia, il suo gatto e altre cose che magari immaginate senza starlo a spiegare."
Il volume, totalmente autoprodotto, è già acquistabile sia in formato cartaceo che digitale su Amazon.it



Per l'occasione, ho fatto qualche domanda all'autore:

Nel tuo blog ufficiale, parlando di te stesso in terza persona, affermi: "RUNNY MAGMA mantiene segreta la sua reale identità affinché i suoi scritti vengano valutati al di là di qualsiasi pregiudizio". A cosa ti riferisci precisamente?

Negli ultimi anni la narrativa lgbtqi è stata un po’ sdoganata, per quanto sia ancora di nicchia, ma nel momento in cui ho iniziato c’erano un sacco di polemiche sull’emergente mm romance. Nella mia prima intervista rilasciata al compianto Alessandro Rizzo di “Pianeta Gay” risposi così: “Se scrivi romance devi essere donna, se scrivi gay fiction devi essere uomo, se sei esordiente non sai scrivere, se sei un professionista sei raccomandato, se sei giovane non sai niente della vita, se sei vecchio sei da rottamare, se sei sconosciuto non hai abbastanza amici, se sei conosciuto hai troppi nemici.” Sdoganata o non sdoganata, secondo me la tendenza è ancora questa.

È possibile sapere l’età? In caso contrario dacci almeno un indizio. Io ad esempio ho 27 anni, tu ne hai di più o di meno?

Di più 😉

Cosa pensi del self publishing? Contribuisce alla libera espressione o permette a tutti, anche a chi non sa scrivere e non ha nulla da dire, di pubblicare una propria opera?

Entrambe le cose, ma ormai lo stesso discorso vale per le case editrici in crisi che pescano alla cieca in preda ad attacchi di panico.

“Small Town Boys” è il tuo ultimo romanzo ed è disponibile solo in lingua italiana. Come mai hai scelto proprio un titolo in inglese?

“Smalltown Boys” dei Bronski Beat è una delle più celebri canzoni legate all’universo lgbtqi. Negli anni ‘80 (epoca in cui si trovano le radici della storia) è stata correlata al primo videoclip lgbtqi di rilevanza mondiale. Una sceneggiatura triste ma piena di speranza, happy end incluso. Ho solo spezzato l’aggettivo per non avere problemi di copyright, ma il senso di ambedue i testi è lo stesso. Ci sono molti altri riferimenti legati a quegli anni, ogni capitolo difatti richiama una canzone pop incentrandosi sul tema in questione, fino al reprise finale.

Di cosa parla Small Town Boys?

La storia è narrata in prima persona al presente dal giovanissimo protagonista, per cui il lettore segue gli eventi in corso solo dal suo punto di vista. Alcuni dettagli sono un pretesto per raccontare altro, ma la struttura in definitiva è quella del giallo, quindi sia Niccolò sia chi legge ha a disposizione i particolari che potrebbero portare alla soluzione, che per ovvie ragioni non posso rivelare in questa sede. Tuttavia c’è tempo per riflettere sulle differenze tra due epoche e sui cambiamenti che sono o non sono avvenuti nel frattempo. Ho cercato di affrontare il tema ostico con coscienza, ma anche con ottimismo, per non perdere l’ironia dei miei lavori precedenti che erano più leggeri. Ma questo lo lascio fare perlopiù ai personaggi. In riferimento allo ‘sdoganamento’ di cui sopra, è certo che Niccolò vive tempi più facili rispetto a quelli 'subiti' da Loris... ma proprio grazie a tanti Loris.

BIOGRAFIA

Nel 2015 Runny Magma ha pubblicato i romanzi "Mascarado", "Perfect Strangers" e la mini-raccolta "Porcahontas e (S)mascarado", nel 2016 il romanzo "A qualcuno piace tiepido", nel 2017 "Small Town Boys". Ha anche curato la rubrica "Drag Stories - Storie di strascichi" sul blog "Refusi Etc.", dove ha dato voce alle drag queen italiane.

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